Quelli che odiano su internet

Questo articolo l’ho scritto qualche tempo fa. Ma torna sempre attuale. In questi giorni sopratutto, in cui si parla di governo, di colpo di stato, di impeachment (si scrive così, sappiatelo), di Savona, di Mattarella, di oscuri poteri tedeschi. Oggi, come ieri e probabilmente come domani, possiamo tornare a parlare di “quelli che odiano su internet”. Lo so, sta quasi diventando un argomento vecchio. Però io qualcosa da dire ce l’ho e quindi, sempre grazie al magico potere che internet dà a tutti di dire la propria, lo faccio anche io. 

Ci avete mai pensato a come internet stia un po’ degenerando? Nato con l’intento di diffondere conoscenza, di permettere a tutti di informarsi liberamente. Idea bellissima, davvero. Ma invece internet è diventato il non-luogo di tutti quelli che odiano, di tutti quelli che vomitano rabbia su tutto o tutti. Si è propria capovolta l’idea originaria. Da strumento di conoscenza, sta diventando un micidiale strumento di disinformazione. La gente si informa tramite pagine Facebook. Pagine Facebook. Anche io ce l’ho una pagina Facebook, (questa, se volte andarla a vedere), ma mica mi professo dottoressa o chissà cosa. Facebook è carino, simpatico, e tutto ciò che vogliamo. Ma non può essere considerato uno strumento efficacie per informarsi. Non tutto almeno. Una piccola parte sì. Ci sono giornali e giornalisti bravi (pochi ma ci sono) che provano a fare il loro lavoro. Ma gran parte di ciò che è su Facebook sono cazzate. Ricordiamocelo. Chiunque può creare una pagina e scriverci ciò che vuole. E poi vaglielo a spiegare, alla gente, che quelle pagine nascono perché loro sono creduloni e ogni volta che cliccano su qualcosa chi ha creato la pagina fa qualche soldino. Pubblicità facile. Guadagni facili. Ma non ci importa. L’unica cosa importate è che ci sia una pagina che attacchi tutto o tutti, che parli di complotti, di media corrotti, del sistema marcio che ci tiene nascoste le cose. Che ci faccia esprimere tutta la rabbia che abbiamo dentro. Che ci dica quello che vogliamo sentire. Anzi. Non “che vogliamo“; non sono nessuno, ma nella cerchia di quelli che possiamo definire “webeti” grazie a Mentana, o “analfabeti funzionali” secondo esperti che devono perderci anche tempo a studiarli, questi stupidi (perché per me la definizione giusta è questa, per non dire di peggio), io non mi ci metto. Riesco a capirlo, abbastanza facilmente, quando una pagina non fa che pubblicare cazzate. Quando nasce soltanto perché chi la crea sa che basta il titolo e magari poi nell’articolo scrive cazzate su cazzate ma tanto nessuno lo legge, l’articolo. Basta il titolo. Eppure tanti non ci riescono. Cioè, secondo me ci riuscirebbero eccome, sono stupidi ma se volessero potrebbero arrivarci anche loro. E’ questo il punto. Quelle persone non vogliono informarsi. Vogliono soltanto qualcuno che avvalli il loro punto di vista, vogliono avere soltanto una conferma di quello che già pensano, vogliono un luogo-non luogo in cui mandare a fanculo tutto perché nella vita magari non ci riescono. Mi danno l’idea di essere completamenti insoddisfatti, persone che non hanno mai avuto l’occasione di alzare la voce, di dire la loro, magari perché la moglie/il marito/ non glielo permette. Persone frustrate. Che sanno incazzarsi solo dalla tastiera del computer (scrivendo spesso in maniera imbarazzante, se mi permettete), e che poi magari una conversazione a quattrocchi con qualcuno non sanno nemmeno cosa sia.

quelli-odiano-internet-impeachment-governo-italia

Io non sono nessuno, mi piace scrivere e mi piace dire come la penso. Ma VOI, quelli che io definiscono “quelli che odiano su internet”, siete feccia umana, siete essere umani che mi fate vergognare di essere umana anch’io, di dover condividere con voi anche soltanto la specie. Siete quelli che puntate il dito senza aver capito un cazzo. Siete quelli che si sentono Gesù Cristo sceso in terra e non sapete neanche usare correttamente la “H”. Siete quelli che vedono nemici ovunque, siete quelli che date la colpa al mondo per la vostra vita insignificante, quando invece magari la colpa è solo vostra. Siete quelli che mi fanno odiare internet, e invece lo amo profondamente, perché so quanto valore abbia se usato correttamente. Siete quelli che mi fanno considerare sopravvalutata la libertà di parola, quando invece credo che sia una delle cose più sacre che possa esistere in una società moderna. Siete quelli che mi fanno odiare la democrazia, a volte, e odio anche il fatto che il vostro cazzo di voto valga quanto il mio, quando invece la amo, la democrazia. La amo tanto quanto mi terrorizza la dittatura.