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Barbara D’Urso e tutte le altre; davvero vogliamo questa tv spazzatura?

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Ieri, mentre aspettavo di fare pranzo, ho visto la pubblicità di “Pomeriggio Cinque”, il programma condotto da Barbara D’Urso. E mi è salito un po’ l’odio, ecco, per così dire. 

Quando ti arrestano poco dopo che sei stato eletto. In altre parole, Italia 2017.

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Domenica si è votato in Sicilia. Per chi non avesse seguito la questione, effettivamente non proprio interessante, ha vinto il centro destra, anche se il Movimento 5 Stelle si è affermato come primo partito; in sostanza da solo ha preso più voti di tutti. 

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Proviamo a capire lo Ius soli.

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Difficile, mi direte. Sono d’accordo, vi rispondo. E aggiungo anche “come tutte le cose in Italia“. Ma mi piace provare a capire davvero le cose, prima di dire sì o no. E quindi ci ho provato. 

La legge elettorale.

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Si sta parlando, in queste ore, di legge elettorale. Ce ne serve una, dato che quella che avevamo è stata definita incostituzionale e ad Aprile dovremmo andare a votare.

Proviamo a capire la nuova legge elettorale.

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Il “Rosatellum”  dovrebbe essere la nuova legge elettorale. Approvata ieri sera (Mercoledì) alla Camera con 375 voti favorevoli e 215 contrari, passerà adesso al Senato. Ma in che cosa consiste la nuova legge elettorale? Pur essendo un po’ complicata, abbiamo provato a capire cosa succederebbe se andassimo a votare domani, con il “Rosatellum” in vigore.

Un misto tra proporzionale e maggioritario

Come leggiamo su “il Post”, con la nuova legge avremo un sistema di elezione misto; una parte dei seggi saranno approvati con il sistema maggioritario, un’altra parte con il sistema proporzionale. Una parte di Parlamento sarà quindi costituita dai candidati che hanno preso più voti, un’altra dai candidati eletti in modo proporzionale ai voti ottenuti. Nello specifico, alla  Camera avremo 232 collegi uninominali, assegnati con il sistema maggioritario in cui ogni partito o coalizione presenterà un solo candidato. Sarà eletto il candidato che, all’interno del collegio, otterrà più voti, o almeno uno, più degli altri. Gli altri 386 seggi saranno assegnati invece con il metodo proporzionale. In sostanza, ogni partito o coalizione presenterà una lista di canditati. Ad elezioni avvenute ogni partito eleggerà un numero di parlamentari proporzionale al numero di voti ottenuto. Al Senato cambia soltanto il numero di  seggi; 102 saranno assegnati con il sistema maggioritario e 207 con il sistema proporzionale. I seggi assegnati alle circoscrizione estere saranno 12 alla Camera e 6 al Senato.

No al voto disgiunto

Non sarà possibile il voto disgiunto.  Il voto dell’elettore andrà al candidato di uno specifico collegio per la quota maggioritaria e alla lista che lo appoggia per la quota proporzionale.Per fare un esempio: se l’elettore sceglie di votare Matteo Salvini, il suo voto andrà al leader leghista e alla Lega Nord; non si potrà votare, contemporaneamente, Matteo Salvini e Movimento Cinque Stelle. Così come non potremo esprimere la nostra preferenza per Luigi di Maio e non votare il suo Movimento, preferendo magari il Partito Democratico. Sceglieremo, in un solo voto, il nome del candidato e la lista che lo appoggia, senza poter fare diversamente. La soglia di sbarramento sarà al 3% per i partiti e il 10% per le coalizioni; chi non supererà queste soglie, non avrà diritto a nessun candidato. Saranno consentite le pluricandidature; sarà possibile, quindi, per un candidato, presentarsi in più collegi. In altre parole, ci si può candidare per un solo collegio uninominale, ma si può essere candidati, contemporaneamente, in cinque collegi proporzionali. La presenza dei collegi uninominali, presenti anche nel “Mattarellum”, la precedente legge elettorale, potrebbe favorire le alleanze tra i partiti, che potrebbero decidere di dividersi in qualche modo i vari collegi e di appoggiare in modo unitario i candidati di una certa coalizione a discapito delle altre.