Lacrime

“Così capì: i lacrimoidi erano sogni trascurati, mai coltivati con cura, mai seguiti con passione. Sogni perduti senza combattere, sogni buttati via(…) Poi, una mattina, la città si ritrovo’immersa dentro una grande bolla trasparente. La gente respirava a fatica. E volti, parole, iniziarono ad appannarsi… ”

Stefano Benni, La grammatica di Dio.


Compiti per tutti

Rob Brezsny, curatore dell’oroscopo pubblicato su “Internazionale”, ogni settimana da’ un compito per tutti; quello di oggi è: “immagina come sarebbe la tua vita se sconfiggessi la tua paura più grande”.


Non so come sarebbe la mia vita. Non so immaginarla. Non so neanche identificare quale può essere la mia paura più grande. Credo di avere tante piccole paure, che stanno con me e vengono fuori quando vogliono, senza preavviso. Ho paura dei serpenti, terrore proprio. Sarebbe un mondo bellissimo quello senza serpenti, potrei girare il mondo senza avere paura di incontrarli. Ho paura dei film horror, quelli in cui ci sono spiriti di gente morta che torna sulla terra per qualche strano motivo. “The others” con Nicole Kidman per intendersi. Ho paura dei cambiamenti, anche se vorrei avere un coraggio assurdo e buttarmi e basta. Potrei fare più esperienze, senza valutare sempre e costantemente i pro e i conto, finendo per far prevalere sempre i contro. Vorrei essere coraggiosa e mandare al diavolo tutto ciò che credo non vada bene, senza preoccuparmi di cosa potrebbe succedere se facessi una certa cosa. Ho paura di prendere decisioni importanti e definitive, anche se di definitivo esiste ben poco. Ho paura di guidare una macchina non mia, perché se poi succede qualcosa quella macchina non è mia. Ho paura di comprare vestiti troppo strani per me, perché poi tutti mi guarderebbero e odio stare al centro dell’attenzione. Ho paura a rivelare chi sono davvero, come si sento e cosa provo, forse perché in realtà non lo so neanche io, o forse perché ho paura di cosa gli altri potrebbero pensare. Ho paura dei dottori. Ho un po’ paura degli aerei, perché mi terrorizza morire in aereo. Ma gli aerei ci permettono di arrivare in posti meravigliosi, quindi in questo caso prevalgono i pro.


Be Positive 

È importante rimanere positivi. Anche quando è difficile, anche quando sembra l’ultima cosa possibile. 

Anche quando sembra solo una frase fatta. Fatta per gli altri, mica per te. Eppure è importante riuscirci.  O almeno crederci.  Provarci. Continuare ad avere fiducia in qualcosa, anche se non crediamo più in niente. Perché qualcosa di bello può sempre accadere. Magari una cosa piccola piccola.  Ma che sia una cosa.  E se non siamo noi i primi a crederci,  niente di bello potrà accaderci. Cambiare un lavoro che non ci piace, mandare a quel paese quel qualcuno che non sopportiamo più,  decidere di andare a convivere,  o di cambiare casa, lavoro, città,  fidanzato e tutto quanto. O rimanere dove si è,  nello stesso identico punto. Ma trovando qualcosa che ci faccia stare bene, che ci faccia sentire in pace con noi stessi per almeno cinque minuti. Che ci faccia sentire vivi. 


Basta poco. 

A volte basta poco. Un sorriso, una parola detta nel modo e nel momento giusto. Quando riesci a lasciare da parte, anche solo per poco, tutto quel sentirti strana e inadeguata. Una carezza. Un abbraccio di quelli belli, di quelli veri, che ti entrano dentro e riescono a scaldarti davvero. Un sorriso. Un buon libro. Una bella canzone. Una passeggiata quando fuori c’è il sole. Una pacca sulla spalla, un vestito nuovo, un bambino piccolo che ti sorride. A volte basta davvero poco. Forse basta ricordarsi che tanto dipende da come decidiamo di porci nei confronti di tutto. Se decidiamo di piangere, e demoralizzarci, e lasciarci buttare giù da ogni cosa. O se decidiamo di provarci, di avere speranza, di buttarci senza sapere dove andremo a finire. 


Pagine bianche.

Quelle che mettono un po’ paura. Perché avresti tantissimo da dire, ma troppo spesso le parole non escono. Rimangono lì, in uno spazio indefinito. Non sapresti proprio dove andare a cercarle, se dovessi. Eppure lo sai che ci sono. Se solo uscissero, senza rimanere lì rintanate. Se si facessero trovare. Forse ci vuole tempo. Per trovarle. Per trovare il coraggio di farle uscire. Per superare la paura di quelle pagine bianche. Anche per superarne tante altre, di paure.