Di tutte quelle strade averne presa una

Vi capita mai di sentirvi un po’bloccati? Intrappolati in qualcosa? Magari senza neanche sapere bene come mai? O chi, o cosa vi blocca? 

 

Rileggevo un articolo che ho scritto un po’di tempo fa, dove parlavo delle scuole di specializzazione. Credo di averlo scritto a settembre, quindi quasi un anno fa. Eppure mi sembra ancora abbastanza attuale.

“Di tutte quelle strade, averne presa una…”

Vi sentite mai così? Avete mai la sensazione di avere mille strade intorno, ma di non riuscire a sceglierne, per bene, una? E il tempo passa, e tu sei comunque giovane, ma non sei più un neo diplomato. La maturità l’ho fatta tipo 7 anni fa. Non tantissimi, ma comunque un po’. Nel mentre ho trovato un lavoro, fatto l’università, e continuato a lavorare dove lavoravo prima. Ok, mettiamo che sicuramente un po’ è colpa mia che non ci ho provato abbastanza. Però anche tu, mondo, non è che rendi le cose facili. A volte vorrei cambiarlo questo lavoro, non perché non mi piaccia, ma perché doveva essere il lavoretto temporaneo per occupare il tempo e mettere da parte due soldi mentre decidevo cosa fare della mia vita. Ma vivo in un paese piccolo, e le possibilità sono poche. Poche davvero. Se vado via, in cerca del famoso futuro migliore, che garanzie ho? Nessuna, ovviamente, ma ci proverei. Ci avrei provato. Eppure quel lavoretto semplice, con un stipendio dignitoso ma che non mi permette di sposarmi, comprare casa o avere un bambino, non riesco a lasciarlo. Diciamo che non riesco a mandare al vento una, seppure piccola, garanzia che ho. E quindi non ci provo.

E vorrei dire a te, caro il mio mondo, che mi riempi la testa con le mille cose che una persona potrebbe fare, che non è così semplice. Trovare una strada. Sulla carta me ne offri mille, di strade, ma poi nella pratica scarseggi. Sento persone che sono andate via, dal piccolo paese, per lavorare 6 mesi da qualche parte con un rimborso spese di 4/500 euro. E capiamo bene che 500 euro in città sono niente. E finiti i sei mesi sono comunque punto e a capo.

Quel qualcosa che manca

Quindi, paradossalmente, devo ritenermi fortunata. Sulla carta, almeno. Ho un lavoro senza pretese che però mi permette di essere più o meno indipendente, almeno per ora. Ho intorno persone che mi vogliono e a cui voglio bene. Non voglio essere una di quelle che si lamenta del mondo e non fa niente per cambiarlo. È solo che a volte sento che tutto mi va stretto. Manca un po’di brio, ecco. Manca il sentirmi realizzata, il fare qualcosa che mi piaccia davvero. E a volte mi sento bloccata. In qualcosa che ho deciso io. Perché sono io che ho scelto di non provarci. Però ecco, ribadisco anche la mia idea per cui trovare una strada, una strada tutta tua, che ti dia gioia, che ti faccia alzare dal letto felice e contento la mattina, non è sempre semplice.