Kodachrome, film sul rapporto padri-figli

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Kodachrome, film sul rapporto padri-figli

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L’altro giorno non ero a lavoro. Dopo aver sbrigato le mie (poche!) abituali faccende domestiche, mi sono vista un film su Netflix, Kodachrome. 

La trama forse sa di già visto. Un padre e un figlio che non si parlano da anni, il padre in fin di vita che cerca di recuperare il rapporto e lo fa, inizialmente, tramite qualche sotterfugio. Il figlio, in crisi lavorativa, inizialmente è riluttante anche solo a parlarci, con quel padre che sembra odiare. Ma poi si convince e parte con il padre e l’infermiera di quest’ultimo per raggiungere l’unica località in Kansas che ancora sviluppa un tipo di fotografie. E ovviamente il viaggio cambia le cose.

Kodachrome e il rapporto padre-figlio

Come ho detto, la trama sa di già visto. Però a me è piaciuto. Forse perché mi piacciono i film che parlano di rapporti personali, di come possano essere scontati, forse, ma anche belli e complicati. E il rapporto figli-genitori è uno di quelli più scontati, vero, ma anche uno di quelli su cui c’è sempre qualcosa da dire. Perché a volte, anzi spesso, sono complicati. Perché c’è spesso un figlio arrabbiato per gli errori commessi dal genitore. Errori che magari all’inizio sembrano niente, ma poi finiscono per influenzare, direttamente o indirettamente, la vita del figlio stesso. Perché c’è spesso un figlio che ci prova, ma non riesce a perdonare, forse perché accettare che chi vediamo come una sorta di dio possa sbagliare  è difficile, difficilissimo. Perché vorremmo essere forti, e perdonare, e capire che anche i nostri genitori, prima di essere genitori, sono esseri umani; e come sbagliamo noi, possono farlo, e lo fanno anche loro. Vorremo capirlo, vorremmo essere maturi, ma spesso non ci riusciamo. Vorremmo che quegli errori non influenzassero il nostro modo di vederli, il nostro essere orgogliosi di loro, il nostro andare fieri di loro. Ma a volte invece iniziamo a guardarli con altri occhi, li guardiamo come persone che sbagliano e che ci hanno deluso. E accettare che ci ci ama può deluderci fa malissimo.

Padri e figli; a volte si può ricominciare

A volte però, nonostante la rabbia, nonostante la delusione, riusciamo a guardare avanti. A provarci almeno. Anche se forse, a volte, è troppo tardi. E questo è il messaggio che Kodachrome mi ha mandato. Mi ha detto che possiamo sprecare anni a provare rabbia, ad essere incazzati, a chiudere porte anche alle persone che ci sono più care. E quando siamo lì, quegli anni non ci sembrano sprecati. Quando siamo lì, essere incazzati è quello che ci sembra giusto fare. Ma alla fine abbiamo bisogno di quelle persone che siamo anche arrivati ad odiare, magari. Semplicemente perché sono parte di noi. E cancellarli, eliminarli del tutto dalla nostra vita, non è semplice. E magari non lo vogliamo neanche.

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