Le nostre anime di notte

Parliamo di film. Ieri sera ho visto “Le nostre anime di notte“, titolo originale “Our souls at night”. Questa volta con la traduzione del titolo sono stati bravi, non l’hanno stravolto (ancora devo digerire il “Se mi lasci ti cancello”, ma va bé.)

Prodotto da Netflix, regista indiano, protagonisti Jane Fonda e Robert Redford. Loro sono bellissimi. Invecchiano e diventano più belli. Sono due attori che mi piacciono. Il film…NI. Forse sono davvero soltanto loro due che lo rendono un film che non mi va di classificare come “uno di quei film niente di che”. Leggo che il libro sia davvero bello. Il film insomma ecco. Sono due vedovi, e lei chiedi a lui di dormire insieme. Niente di erotico e sessuale, Jane Fonda chiede soltanto un po’ di compagnia, perché le notti, passate da soli, sono lunghe, troppo lunghe. Lui, dopo un attimo di imbarazzo, accetta. E da lì parte tutto. Trama piuttosto piatta, direte. Sono d’accordo. Ma ci sono delle cose che mi sono piaciute. “Malinconico” è l’aggettivo con cui mi sento di descrivere questo film. La malinconia nel vedere due persone anziane che si ritrovano sole, e non sanno come affrontarla, quella solitudine. Il loro imbarazzo nel dover riscoprire cose che credevano fossero sepolte e dimenticate. Per una mezz’ora buona di film neanche si toccano. Dormono insieme, ma non si sfiorano neanche. La tristezza nel realizzare che questa sorte potrebbe toccare ad ognuno di noi, se sopravviveremo a quello che sarà l’amore della nostra vita. La tristezza quando sembra che tutto sia finito, lui che torna alle sue abitudini di uomo solo, lei che sottomette il briciolo di serenità ritrovata al bene di suo figlio e suo nipote. Di contorno ci sono storie difficili per entrambi, un passato che pesa, fatto di sbagli e sofferenze, che però riescono a raccontarsi l’uno con l’altro. Ci sono gli amori fugaci dei loro figli contrapposti all’amore che i due protagonisti hanno portato avanti per tutta la vita con i rispettivi coniugi, “finché morte non vi separi”. Ci sono padri in crisi incapaci di fare i genitori, tanto che il nipote, di 7 anni, vive attaccato al cellulare. Gioca col telefono e praticamente non parla, neanche risponde quando gli viene chiesto qualcosa, tanto è preso. Sarà la nonna vera, aiutata dal nonno acquisito, a far capire al bambino che anche il mondo vero, quello che esiste fuori dal cellulare, può essere bello. Mi ha lasciata con una speranza, questo film. Con la speranza che niente sia perduto davvero, che qualcosa di bello possa nascere sempre, anche quando sia noi che il mondo intorno a noi non ci crediamo più. Che invecchiare da soli è triste e fa paura, forse è una delle paure più grandi che tutti gli essere umani hanno.

le nostre anime di notte 2

Ci sono dei temi che mi sono piaciuti, ecco. E mi sono piaciuti, tanto, i due protagonisti. La trama, come ho detto, non è niente di che. Ma sono una persona romantica, una di quelle che si emoziona se due attori si guardano in un certo modo e sotto hanno azzeccato la musichetta giusta. Quindi, quando Netflix mi ha chiesto se il film mi era piaciuto, ho messo il pollice in su. Ci fosse stata ancora la valutazione con le stelle, gliene avrei dato 3, massimo 4.