Californication

Californication

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Serie,libri&film

L’ultima stagione è andata in onda due anni abbondanti fa qui in Italia. Io arrivo sempre tardi e ho finito di vederla ieri sera su Netflix. 

Protagonista indiscusso, come in molti saprete, è Hank Moody, scrittore, fancazzista, in crisi con se stesso e con il mondo che lo circonda. Ne combina una dietro l’altra, facendo passare la figlia adolescente, alle prese con i classici problemi dell’adolescenza, un angelo in confronto a lui. Mentre guardavo la serie, puntata dopo puntata, a volte avevo propria voglia di prenderlo a schiaffi, quell’Hank Moody capace soltanto di fare danni e distruggere tutto ciò che di bello poteva avere intorno. Ma poi ci ho pensato. Non siamo forse tutti un po’ Hank Moody? Certo, noi non siamo scrittori di successo, alcuni di noi non hanno figli,  magari non tutti vanno a letto con qualsiasi cosa respiri. Ma se lo guardiamo bene, Hank non è altro che una persona in crisi, come ce ne sono tante. E come tanti cerca di raccappezzarsi in situazioni che non sa gestire. Rimanda, temporeggia, e quando decide di agire, quasi sempre fa casino. Un eterno bambino, un Peter Pan che non sa assolutamente come si faccia ad affrontarla, la vita. E credo che il mio volerlo prendere a schiaffi, a volte, nasca proprio dal realizzare che probabilmente anche io potrei reagire così. Mi piace pensare di no, mi piace pensare di essere matura e responsabile e magari un po’ lo sono anche. Ma credo esista all’interno di ognuno di noi un piccolo Hank Moody, che ci fa agire senza pensare, che ci fa scappare dalle difficoltà, che ci mette in crisi e ci fa correre a gambe levate quando qualcosa va storto.

Ha una moglie- non moglie Hank Moody, Karen. Quella che per sette lunghissime stagioni lui professa come l’amore della sua vita. Karen che prova a respingerlo, che si incazza per tutto ciò che lui fa, ma che alla fine torna sempre. Perché lo ama. E lui ama lei. Anche se non ne è capace, anche se non sa come affrontare i problemi che in una coppia è naturale che ci siano. Anche qui mi piace pensare che io agirei diversamente. Che non manderei a puttane un rapporto, forse uno dei pochi autentici che sono riuscita a costruire nella vita. Ma. Ma posso davvero giurarci? Certo che no. Hank non fa altro che scegliere la via più facile, la scorciatoia che sembra sempre la strada migliore. A costo di far soffrire moglie- non moglie e figlia. Becca, la figlia adolescente, è infatti spesso costretta a mettere da parte i suoi problemi, i normali problemi dell’adolescenza, perché in qualche modo i casini che fa suo padre sono sempre più grandi. E si ribella Becca, rinfacciando spesso a suo padre tutte le sue scelte sbagliate, che in un modo o nell’altro non possono non ricadere su un’adolescente che si sta affacciando alla vita e che vede suo padre come uno dei pochi punti fermi.

Parla di tutti noi e a tutti noi, Californication, ci sbatte in faccia la semplice realtà della vita, dove ci sono lavori da fare, decisioni da prendere, figli da crescere. Ci sbatte in faccia come spesso la realtà della vita possa essere difficile. Ci sbatte in faccia il modo totalmente sbagliato di affrontarla, la vita.  E ci sbatte in faccia il fatto che, anche se non lo ammetteremmo mai, anche se lo negheremmo con tutte le nostre forze, non possiamo essere sicuri, non possiamo giurare che anche noi non reagiremmo come Hank Moody in tante situazioni. Che ci piaccia oppure no. 

Che poi, ammettiamolo. Hank Moody il suo perché ce l’ha.

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