Tocchiamo i nostri smartphone almeno 2617 volte al giorno.

Diversi studi hanno dimostrato come la tecnologia possa diventare dipendenza. Anche i tecnici dei principali colossi digitali scendono in campo.

 

Gli smartphone ormai fanno parte della vita quotidiana di milioni di persone. Se è vero che la tecnologia ci ha permesso di semplificare e migliorare in parte la nostra esistenza, è anche vero che, a lungo andare, gli effetti sul nostro cervello non possono essere trascurati. Alcuni tecnici, in seguito ad uno studio, sono usciti allo scoperto per mettere in guardia gli utenti dai pericoli che possono emergere da un eccessivo utilizzo dei dispositivi mobili.

La nostra salute

Apple, che ha da poco lanciato sul mercato gli ultimi modelli di iPhone [VIDEO], ha diffuso dei dati sull’utilizzo che i clienti fanno dei loro device.

Pare che, in media, un utente sblocchi il proprio telefono almeno 80 volte al giorno. Facendo due conti, nell’ultimo anno abbiamo guardato i nostri smartphone almeno 30 mila volte. Inoltre, uno studio del 2016 rivela che i possessori di smartphone li tocchino almeno 2.617 volte al giorno, passando quindi, in media, 145 minuti ogni giorno al telefono.

Il boom degli smartphone – di cui ormai in pochi possono fare a meno – potrebbe causare una vera e propria assuefazione prima e dipendenza poi, con conseguenze evidenti sul nostro intelletto. Pare, infatti, che molte persone siano affette da un disturbo definito “attenzione parziale discontinua” che provocherebbe una seria difficoltà nel rimanere concentrati a lungo. Stando ai risultati di una ricerca effettuata presso le Università della California e del Texas, la semplice presenza di un dispositivo mobile, anche se spento, sarebbe in grado di danneggiare le capacità cognitive degli utenti.

Il nostro modo di comportarci

Ma gli effetti degli smartphone non finiscono qui, poiché arriverebbero a modificare anche le nostre abitudini. Sembra, infatti, che gran parte del tempo che trascorriamo online, lo dedichiamo per il 30% esclusivamente ai social. Gli adolescenti, in particolare, spenderebbero circa 9 ore al dì su piattaforme social, e il 60% di questo traffico proverrebbe proprio dai device.

In media, quotidianamente, le persone passano almeno 40 minuti su YouTube, 35 minuti su facebook, 15 su Instagram e 1 minuto su Twitter. I risultati di questi studi hanno spinto alcuni tecnici delle maggiori aziende americane a scendere in campo per mettere in guardia gli utenti dai rischi legati ad un abuso nel ricorso agli smartphone.

Tra costoro, in particolare, figurano Justin Rosenstein, ideatore del tasto “mi piace” di Facebook, Loren Brichter, progettatore dell’aggiornamento di Twitter, Leah Pearlman, product manager dell’azienda di Zuckerberg. Intervistati da “The Guardian”, hanno affermato di essere spaventati perché “la nostra generazione potrebbe essere l’ultima a ricordare come erano le cose prima”. Inoltre hanno rivelato che si faranno promotori di iniziative per limitare il ricorso agli smartphone, vietandone l’uso ai propri figli e limitando personalmente la loro presenza online.