Le scuole di giornalismo.

Le scuole di giornalismo.

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Ce l'ho con.

Ho conquistato da poco il mio titolo di dottoressa. Laurea triennale. Appena finita quella, tutti mi stanno dicendo che solo quella non serve a niente. Bene, ho fatto finta di volervi dare retta e mi sono messa a guardare cosa poter fare, come poter continuare. Risultato? Rabbia. Solo tanta rabbia.

Ho guardato un po’ tutto. In realtà studiare mi piace, quindi non mi preoccuperebbe continuare altri due anni o quello che sono. Ho guardato le specialistiche. Mi sembrano vuote quasi come la triennale. Con uno stage in più, ok, ma il lato positivo finisce lì. Ho guardato i master, e le scuole di specializzazione. E lì è scattata la rabbia.

Dov’è la logica in te, scuola di specializzazione, o master che tu sia, che mi costringi a prendere un mutuo o a spremere i miei genitori fino all’ultimo centesimo, promettendomi, finiti i 12/18 mesi, uno stage? Dov’è la logica nel chiedere ad uno studente, magari motivato e pieni di sogni e ambizioni, di pagare, e di pagare cifre considerevoli, per ritrovarsi in mano nient’altro che la PROMESSA DI UNO STAGE di sei mesi, non pagato ovviamente? E finiti i sei mesi? Magari rientro tra i 5/6/7 fortunati all’anno che vengono assunti? E se non mi assumono? Ho speso dai 5 ai 18 mila euro soltanto per frequentarli, la tua scuola o il tuo master, e cosa mi ritrovo? A ricercare il lavoretto che avevo prima? Poi ci dicono che non siamo determinati. Certo che sono determinata, mi sono iscritta alla triennale convinta di volerla fare, la scuola di giornalismo. Ma dopo il vuoto che mi sono trovata intorno, dopo le mille nozioni teoriche imparate a forza e nessuna possibilità di provare a metterle in pratica, mi sono un po’ ricreduta. Mi sembra giusto chiedere ai miei un impegno così importante per avere in cambio garanzia di niente? E sopratutto, almeno nel caso del giornalismo, è giusto pagare per ottenere il famoso e maledetto tesserino che dopo ti fa esser disoccupato sì, ma con il tesserino di giornalista? Perché è di questo che stiamo parlando. Di pagare, e di pagare fior di quattrini, per evitare quei due anni obbligatori di praticantato in cui invece ad essere retribuita dovrei essere io? In sostanza, pago io per qualcosa che dovreste pagare voi. Per poi fare uno stage. Al di là dell’etica al di là di tutto, ci sembra giusto? A me no. Mi sembra più un prenderci per i fondelli. Quindi, la tua scuola di giornalismo o il tuo master non lo faccio. Non voglio pagare per ottenere qualcosa. Non diventerò mai una giornalista vera probabilmente, ma chi se ne frega. son-2106231_1280

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