Università; sì o no?

Università; sì o no?

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L'università vista da me.

Ci sei. Dopo anni di sacrifici, voti più o meno belli, professori più o meno simpatici, gite indimenticabili, compagni con cui prometti di rimanere in contatto, sei arrivato.Sei in quinta, o hai appena finito la scuola superiore, o magari non sei più uno studente da qualche tempo. Hai deciso di riposarti, magari di prendere un anno sabbatico, come si dice, o di trovare lavoro. Ma c’è una vocina che ti tormenta, dapprima impercettibile, ma che diventa giorno dopo giorno sempre più forte: ci vado all’università? Alle superiori ti hanno fatto fare l’orientamento e tutto sembrava fantastico. Parli con qualcuno che conosci e che ci va, e tutto sembra fantastico. C’è gente in erasmus, e quello sembra ancora più fantastico. Eppure non riesci a decidere. La domanda che ti martella il cervello, il rovescio della medaglia che ridimensiona tutti i lati fantastici, o almeno la domanda che ha avuto questo effetto nel mio caso è semplice e diretta: mi serve davvero l’università?

Domanda a cui è difficilissimo rispondere. E forse non c’è neanche una risposta universale che valga per tutti. Ma possiamo provarci.

In primis, credo che tanto dipenda da che persona sei. Se ti piace studiare, se vuoi provare qualcosa di diverso, se i tuoi genitori ci tengono ad avere il figlio laureato, se non ti importa di trasferirti in un’altra città e sostanzialmente farti mantenere per minimo altri quatto anni. Perché, parlandoci chiaramente, i piccoli lavoretti che potrai svolgere mentre studi non ti permetteranno mai, e dico mai, di essere totalmente indipendente. Ammesso che tu non abbia una lavoro a tempo pieno, ma quello è tutto un altro discorso di cui parleremo più avanti. Se non ti importa di sentirti dire che stai perdendo tempo, che stai facendo una facoltà inutile che non ti servirà a niente, se sei pronto ad armarti di pazienza infinita e tenacia per districarti tra burocrazia impossibile, professori introvabili, lezioni soporifere. Se hai voglia di utilizzare gran parte del tuo tempo per studiare, approfondire, riordinare gli appunti e via dicendo. Se speri o credi fermamente che l’università possa insegnarti qualcosa, che possa essere una di quelle cose che a distanza di anni ricorderai con piacere e che rifaresti. Ovviamente se non ci provi, non puoi sapere come andrà nei minimi dettagli. Ma partire con l’atteggiamento giusto è fondamentale, dato che purtroppo il magico mondo universitario non è una passeggiata e arriva, a volte, a scoraggiare anche i più determinati.

Se invece la voglia di studiare non ce l’hai, se vedi l’università come un modo per temporeggiare altri quattro, cinque, sei anni o quello che saranno, se non ti importa di avere un titolo almeno sulla carta; se sei una persona pratica, che vuole imparare qualcosa di immediatamente spendibile in qualsiasi campo, se non vuoi perdere tempo con esami che ti sembreranno inutili e per niente pertinenti con il percorso di studi intrapreso. In questo caso forse, dovresti pensarci bene prima di decidere di tentare; perché se il famoso “se non ci provi non lo sai” è vero, verissimo, a volte va forse adattato alle circostanze. Forse non è giusto prendere l’università come un passatempo sapendo già che magari a un certo punto mollerai. Perché se la voglia non c’è, certo, in qualche modo potrai comunque portarla a termine, ma sarà dura, difficile. Arriverai al punto di voler corrompere qualcuno , o scomparire tra le pareti di casa tua, pur di non dare quell’esame.

Riassumendo, purtroppo, una risposta giusta non c’è. Tanti ti diranno “sì”, tanti altri ti diranno “no”. Forse l’unica cosa che conta è che sia tua a decidere. Tu e soltanto tu, senza farti condizionare da niente e nessuno.

5 Comments

Università: perché ho deciso di provarci. | Pensieri disordinati

settembre 29, 2017 alle 3:04 pm

[…] mondo magico e misterioso, divertente e ansioso. Ci ho messo diverso tempo a decidere di farla, non ero sicura né di volerla fare né cosa avrei voluto studiare. Alla fine, dopo diversi tentennamenti, ho deciso di […]

Università: consigli pratici per scegliere | Chiara~Mente No.

ottobre 2, 2017 alle 11:19 am

[…] dopo diversi tentannamenti, hai deciso: all’università ci vuoi andare. Anche il mio percorso è stato questo; ho […]

Università: aspetti pratici. | Chiara~Mente No.

ottobre 4, 2017 alle 11:12 am

[…] ci siamo. Andrai all’università. Hai deciso di provarci. Intanto bravo, o brava. Sembra una decisione facile e scontata, ma non lo […]

sempliciletture

novembre 18, 2017 alle 11:43 pm

Ciao ! Complimenti, è davvero un piacere leggerti. I post sull’università hanno attirato la mia attenzione e ho deciso di scriverti.
Sono un tuo coetaneo e in questi anni di università, anche se saltuariamente, ho fatto ripetizioni e ho lavorato in spiaggia durante il periodo estivo. Frequento Filologia Moderna, quindi puoi immaginare che commenti abbia ricevuto (Non sei passato nella facoltà X ? Lettere Moderne è facile, Classiche è molto più difficile! Dopo cosa fai ?). Apparentemente non davo peso a queste osservazioni, poi tornavo a casa e iniziavo a guardare le statistiche sull’occupazione, a leggere gli editoriali che puntavano il dito contro gli studenti delle facoltà umanistiche ecc. Quest’estate (il 10 agosto esce un decreto del Miur, why?) arriva il colpo di grazia : per accedere al prossimo (?) concorso devo sostenere 4 esami di pedagogia e didattica, i famosi 24 cfu. Fino ad allora mi mancavano solo 6 esami curricolari
(uno l’avrei sostenuto a settembre e ne sarebbero rimasti 5) ed ero quasi certo che mi sarei laureato entro ottobre/novembre del 2018. Ora i miei esami sono diventati 9, più una tesi ancora da scrivere. I miei colleghi sono disperati, io mi rifiuto di preoccuparmi dal momento che è chiaro che questo concorso per non abilitati (qualora riescano a bandirlo, tanto a marzo andremo a votare e ci sarà davvero da ridere qualora passi in cavalleria) non è pensato per semplici neolaureati. Non mi dilungo sulle storture del concorso e del fit, ti lascio immaginare. Per quanto mi riguarda, terminerò la magistrale e non mi precluderò i miei lavoretti, sia ripetizioni che stagionali. Ho smesso di leggere tutta quella pubblicistica sui giovani umanisti incapaci e dedico il poco tempo libero a ciò che mi piace. Arriverà anche il mio momento. Ti faccio i miei migliori auguri e mi scuso per essermi dilungato.
Lorenzo.

    Chiara-mente No

    novembre 19, 2017 alle 1:44 am

    Ciao! È si è proprio vero, alla fine passa quasi la voglia di provarci… Continuo a sperare che qualcosa cambi, ma nel frattempo faccio tutt’altro rispetto a ciò pet cui ho studiato! 🙂

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